I BAGNI UNISEX

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Non avendo alternative, nell’ aeroporto di Amsterdam sono tutti così e comunque dovevo far pipì, sono entrato per la prima volta in un bagno senza distinzione di sesso.

Per la verità l’ ho scoperto in corso d’ opera poiché le indicazioni fuori erano quelle tipiche della figura stilizzata del maschio con i pantaloni  e della femmina con la gonna ( come sono duri a morire questi stereotipi…), una volta entrato però, mentre cerchi la sezione mascolina , scopri che questa non c’ è.

Praticamente è bastato eliminare il muro divisorio, eliminare gli orinatoi a parete, lasciare i soli water con relativa cabina e mettere in comune lavelli e asciugatoi per le mani.

Dato che un tempo anche i bagni , intesi come lidi balneari, erano separati per sesso e se non fossero stati unificati ci saremmo persi chilometri di pellicole cinematografiche, libri, racconti, ricordi di gioventù e relative epopee, mi aspettavo un clima almeno disteso se non addirittura gioioso.

Invece no.

I maschi si guardavano intorno sospettosi fino all’ ultimo nonostante le insistenze prostatiche, le donne, più decise nell’ entrare , erano però con lo sguardo fisso sulle proprie mani durante il relativo lavaggio che, sono certo, in una situazione normale sarebbe stato molto più lungo.

Ho capito : per un ” Sapore di mare ” ambientato in una restroom unisex  di un aeroporto, c’ è bisogno ancora che molta acqua passi sotto i ponti…

PINUCCIO TARANTINI

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