Turismo extralberghiero e nuovi modelli di viaggio

54 Visite

Il dibattito si accende in vista dell’estate, come ogni anno, stante la crescente offerta di alloggi immessi sul mercato in piena deregulation e spesso non conformi agli standard di legge.

Il caos legislativo non aiuta ma, i b&b, le case vacanza e tutte le varie tipologie  del segmento “ NO HOTEL”  rappresentano una attrattiva dell’hospitality in grande ascesa .  

Gli alberghi sappiamo tutti cosa sono e a quale utenza si rivolgono ma, spesso, non conosciamo le differenze del variegato mondo della ricettività extralberghiera, diversificata per regione, con norme e regolamenti differenti per territorio e considerate una forma di ospitalità alternativa, con una marcata propensione alla valorizzazione e alla fruizione naturalistica, culturale ed ambientale.

Almeno nelle intenzioni. Anche se molto sta cambiando in consapevolezza e conoscenza
Ad oggi possiamo vantare buoni livelli di professionalità, grazie anche all’ impegno costante e capillare del lavoro delle associazioni presenti sul territorio, come AETB e tante altre, corsi di formazione , convegni  e fiere di settore come la BTM.

 E’ dibattuto quanto la trasformazione di quartieri prettamente residenziali in turistici crei notevoli ripercussioni sul mercato immobiliare locale, sottraendo un considerevole numero di case in affitto ad uso abitativo ma consideriamo, di contro, il recupero di edifici spesso fatiscenti e in stato di abbandono e una vivacità legata all’ apertura di nuove attività commerciali e, di conseguenza, nuove possibilità occupazionali.
 O pensiamo alla rinascita di interi paesi abbandonati o in fase di spopolamento che grazie ad un attento recupero e valorizzazione del territorio sono oggi tra le mete più affascinanti e volàno per la crescita economica di quei luoghi.  

La gestione di una struttura extralberghiera risulta sicuramente più smart e a costi solitamente inferiori a quelli di un albergo, oltre ad una maggiore flessibilità e adattabilità.

L’ospite tipo è un viaggiatore alla ricerca di alloggi unici e non convenzionali, attratto da esperienze autentiche e immersive con le comunità locali, usi e costumi, artigianato ed enogastronomia.

La crescente domanda ha visto grandi trasformazioni ed una crescita significativa delle strutture extralberghiere a cui, sfortunatamente, non sempre corrisponde una adeguata professionalità e capacità di soddisfazione dell’offerta rispetto ai nuovi modelli di ospitalità.

Questa tipologia di vacanza, spesso ecosostenibile e ritagliata a misura di ospite, diventa sempre più attrattiva e costituisce una componente fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico della nostra Regione.
I dati ISTAT dell’anno 2023 e resi noti dall’ Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione ci mettono dinanzi a dati significativi dove a fronte di 1069 alberghi e 106.mila posti letto si contrappongono ben 37.521 strutture tra locazioni ed extralberghiero con più di 384 mila posti letto.

Numeri importanti ma sottovalutati anche da chi dovrebbe tenere in considerazione più i nuovi trend e gli stakeolder impegnati in questo cambiamento che le grandi lobbies del turismo. Ciò che manca è una regia a livello istituzionale che crei una rete di supporto e interscambio, da un lato accompagnando gli operatori in un percorso di crescita e di formazione, elemento imprescindibile, dall’altro adottando una serie di proposte per la promozione del sistema turistico sia locale che regionale.
Per una Regione che non può più aspettare…

Giovanna Castrovilli

News dal network

Promo