Pesca. Nell’Adriatico arrivano motori ibridi per renderla più green

63 Visite

Propulsione ibrida nei pescherecci italiani e croati operativi nell’Adriatico. È l’obiettivo del nuovo progetto Interreg 3efishing della durata di 30 mesi in tre fasi, basate su ingegnerizzazione, ambiente ed economia. Durante la prima, spiegano gli organizzatori, verrà progettato e realizzato uno speciale motore ibrido alimentato da fonti energetiche rinnovabili. Così da ottenere una riduzione dei costi di carburante e una sensibile riduzione delle emissioni. La seconda fase vedrà l’installazione dei motori su due imbarcazioni, così da poterne verificare l’operatività sul campo. Il progetto si conclude con la presentazione delle imbarcazioni al mercato e la condivisione dei risultati degli studi compiuti per portare ai pescatori informazioni specifiche.

La partnership italo-croata è guidata dall’Università di Bologna e durante l’evento di apertura il professore di Zoologia Fausto Tinti spiega che pesca e acquacoltura svolgono “un ruolo centrale nella Blue economy della regione adriatica, ma soffrono di un basso livello di performance in termini di collaborazione pubblico-privato, ricerca applicata e trasferimento tecnologico”. Insomma “mancanza di innovazione e ammodernamento della flotta”. Dunque, prosegue, la transizione verso imbarcazioni a propulsione elettrica sono “auspicabili” per mitigare gli effetti negativi sia economici sia sociali sulla pesca artigianale e l’acquacoltura. Il progetto 3efishing andrà dunque a “testare e dimostrare la fattibilità di questa transizione in condizioni operative reali, così da rendere più semplice la transizione delle imbarcazioni verso l’elettrico e tecnologie più eco-friendly, sia dal punto di vista ingegneristico sia da quello finanziario”.

 Vi partecipano diversi partner: due istituti di ricerca e sviluppo, Università di Bologna e Istituto di Oceanografia di Spalato, ministero dell’Agricoltura croato e Istituto italiano di servizi per il mercato agricolo alimentare, l’Agenzia per l’innovazione nel settore agroalimentare e della pesca della Regione Marche, l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari, la Contea di Zadar, l’impresa Cromaris, la Regione Emilia-Romagna e il Centro sperimentale per la tutela degli habitat di Marina di Ravenna.

News dal network

Promo