L’Italia s’è desta

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Carissimo lettore che ti accingi a volgere lo sguardo alle seguenti righe vista l’occasione propedeutica, vorrei nel qual proposito richiamare ogni italiano finanche tu intento a tal guisa non tanto al patriottismo inteso come tale, bensì al sentimento di reciproca appartenenza rivolto a tutti gli abitanti di questa grande nazione.

Negli ultimi anni cambiamenti epocali hanno trasformato la società come non accadeva da tempo immemore, la pandemia, i molteplici passi tecnologici e sociali verso un’ulteriore emancipazione stanno letteralmente portando le masse verso un ritorno al tempo passato momento storico in cui il canto di Mameli cito testualmente, recitava: << Perché non siam popolo, Perché siam divisi.>>

Mai parole furono più vere e pioneristiche delle seguenti, sembra quasi che l’autore abbia visto al di là del tempo prevedendo drasticamente il futuro. Una collettività basata preferibilmente sulle apparenze dove non lesiniamo di mostrare quanto possediamo a scapito molto spesso di chi non ha nulla, abbiam perso la visione essenziale ovvero rimanere uniti nel volere dagli avi.

Non è un’esagerazione solo una genuina visione della realtà, basti pensare a quanti problemi vi siano nei soli contesti urbani. Occorre spirito di aggregazione, tornare a offrire al vicino ciò che serve quindi parlare e saper ascoltare, in poche parole empatia. Credere nel prossimo non rendere vani i suoi sforzi per avere considerazione, pensare che una città persino un palazzo o una strada fanno parte della nostra esistenza, sono l’Italia che viviamo ogni giorno.

Eredità di secoli storici ricchi di cultura e conquiste, non semplici vie, frammenti di vita. La solidarietà che da sempre contraddistingue le nostre genti è un’altissima forma di emancipazione, cui dobbiamo tanto; energia dei rapporti umani speranza del futuro alla quale dobbiamo dedicare gran parte delle nostre vite. Ancora una volta uniamoci nel segno dei colori della bandiera dando questi ulteriori significati. Bianco come la purezza da offrire alle generazioni future, verde per il rilancio della nostra ricchezza agricola frutto di benessere e rinascita per i territori, rosso come la passione nel fare del bene al prossimo, tendere una mano per salire la china a chi impossibilitato.

Non mi occupo di politica, sono semplicemente un nostalgico dei valori appresi dai miei genitori. Esportiamo ancora una volta non solo l’arte di ogni genere in cui siamo maestri, portiamo a tutti un grande esempio di come questa terra possa essere ancora maestra di civiltà. Come detto siam popolo eccelso nelle arti, quale miglior obiettivo saper dare vita ad un’opera di bellezza morale inaudita, come quella di unire in pace e fratellanza tutti i popoli della terra? Ed in questa fase di miglioria rendere la parola “umanizzazione” il più grande progetto sociale mai concepito? Obiettivi che spero un giorno non lontano, l’umanità realizzerà.

L’Italia è ancora protagonista indiscussa poiché il tempo ha celato in essa glorie e memorie dai secoli scolpite, nel mezzo trame di celebri autori che portarono tutti a riflettere sui sentimenti e il fascino dell’esistenza.

Vincenzo Naturale

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