Puglia: Boccia (Pd), “giù le mani da acquedotto, governo vuole acqua privata”

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«La scelta compiuta dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale che, dopo il referendum del 2011, ha garantito la gestione pubblica del servizio idrico è gravissima e inaccettabile». Lo dice il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

«Il Governo Meloni sta creando un disastro senza precedenti nei rapporti con la legislazione regionale impugnando la legge non per ragioni costituzionali ma per interessi politici. Oggi si compie una grave prevaricazione non solo contro la Regione Puglia ma contro tutti i pugliesi e i cittadini meridionali che usufruiscono dei servizi dell’ultimo grande acquedotto pubblico del sud», prosegue.

«Il Ministro Calderoli ha fatto finta, in questi 19 mesi di governo, di non vedere norme chiaramente incostituzionali di regioni di destra ma di fronte all’acqua pubblica interviene a gamba tesa con la regia di palazzo Chigi e del Ministro agli affari europei, Fitto. Dietro questa scelta del governo, giustificata da una deformata lettura delle regole comunitarie sulla concorrenza, c’è la volontà di mettere le mani e di privatizzare il servizi idrico pubblico», dice ancora Boccia.

«La destra già con il Governo Berlusconi e il Ministro Fitto ci avevano provato 20 anni fa e glielo impedimmo. E questi 20 anni ci hanno dato ragione! La gestione pubblica ha garantito efficienza, sostenibilità e equità, con tariffe contenute accessibili a famiglie e cittadini. L’atto del governo è una vera e propria provocazione per chi considera l’acqua un bene pubblico contro la quale ci mobiliteremo coinvolgendo enti locali, cittadini, associazioni», conclude Boccia.

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