Ricchiuti (FdI): “su premierato e autonomia Pd contro la sua storia”

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«Negli anni 90 la sinistra non era contraria al premierato anche se le sue preferenze erano per il semipresidenzialismo alla francese. Nel 1996 in vista della Commissione Bicamerale Massimo D’Alema, premesso che tra gli obiettivi della grande riforma vi era la riduzione del numero dei parlamentari e il rafforzamento dell’esecutivo, scriveva: ‘Nessuno può negare che l’ipotesi di un governo del primo ministro, legata alla riforma della legge elettorale, sia un modo di rispondere all’esigenza della stabilità dell’esecutivo’. Intervenendo nel dibattito sulle riforme costituzionali affermava: ‘Sono nettamente favorevole alla soluzione ‘governo del primo ministro’, basata su un sistema elettorale uninominale maggioritario a doppio turno’. Dichiarazioni facilmente consultabili in rete. Dunque la ‘sinistra’ era sostanzialmente favorevole al premierato quale soluzione al problema del rafforzamento dell’esecutivo obiettivo condiviso dalla destra».

«In aggiunta D’Alema si dichiarava favorevole anche ad un federalismo basato su una maggiore autonomia delle Regioni: ‘Noi abbiamo bisogno di una riforma che sposti il potere verso la periferia, di un’innovazione costituzionale e al tempo stesso procedurale – il federalismo è uno spostamento dei poteri e una riforma dell’amministrazione, non solo una riforma della Costituzione – e io trovo molto interessante il riferimento all’istituto dell’autonomia in Spagna, dove si delegano solo i poteri che le amministrazioni periferiche si sentono in grado di esercitare’. È quella che si chiama autonomia differenziata e che il centro sinistra anni dopo con la modifica del titolo V ne costituì il quadro costituzionale che la rendeva possibile. Dunque, la sinistra schleiniana sta gridando contro la sua stessa storia. Forse la segretaria ha in mente un ministero per la modificazione della storia all’occorrenza, come nel romanzo ‘1984’ di George Orwell. Ma in fondo ci si sta abituando alla loro incoerenza, basta vedere le giravolte a 360 gradi su salario minimo e Jobs act». Lo dichiara Lino Ricchiuti, dirigente di Fratelli d’Italia.

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