Un condensato di imbecillità

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Quando maggioranza e opposizione si muovono congiuntamente per la democrazia sono guai.

La riprova l’abbiamo avuta con la introduzione della autonomia differenziata.

L’utopia egualitaria della sinistra assieme al delirio istituzionalista della destra hanno partorito un progetto di futuro della nostra regione Mediterranea fondato sul diritto riconosciuto ai meridionali e “garantito”da politicanti odierni e futuri di un livello minimo delle prestazioni pubbliche. Cioè la politica “garantisce” a noi per il resto dei nostri giorni pane e acqua mentre il resto d’Italia continua a pasteggiare a caviale e champagne. E per fortuna ce lo garantiscono loro i politici che hanno una parola sola!!??

Cosa che vede consenzienti se non entusiasti i nostri politici meridionali.

Come se questa idea non fosse sufficientemente offensiva si pone la collettività nazionale dì fronte ad un prendere o lasciare per il quale noi mediterranei dobbiamo scegliere se accettare tale prospettiva oppure alzare le barricate per riuscire a lasciare le cose come stanno…. facendo credere -come molti meridionali traditori fanno- che meglio di come stiamo oggi non è immaginabile e programmabile.

Tutto questo accade mentre il 100% del petrolio nazionale è nostro, l’80% dell’ energia dal sole e dal vento è nostra, circa il 80% del nostro risparmio è affidato alle banche del nord, i nostri migliori ragazzi ingenuamente lavorano per il nord d’Italia e d’Europa… senza voler parlare di fisco, burocrazia e molte altre amenità simili.

Quindi esiste grande come una montagna una questione di rappresentanza politica meridionale, esiste grande come una montagna una questione culturale che investe tutta la politica incapace di pensare un futuro per l’Italia, esiste grande come una grande montagna una questione istituzionale di regioni assolutamente incapaci ( per non dire assoldate ) e di una amministrazione unitaria nazionale che continua ad essere un misto tra umbertina e fascista.

Una regione unica mediterranea dalla forte autonomia ben differenziata dal resto d’Italia e d’Europa che abbia vocazione mediterranea e che si riappropri progressivamente della gestione delle nostre immense risorse si presenta come unica chance nell’ augurio però di liberarci dell’esercito di imbecilli che occupano le poltrone che contano.

Tutto questo lo diciamo per rispondere alle questioni poste molto malamente da nostri amici valligiani del Nord con lo sconsiderato progetto di autonomia differenziata. Ma pensare che la questione sia meramente economica è una imbecillità degna di qualche isolato contemplatore delle vette alpine. Né è concepibile ridurre il malessere nazionale e mediterraneo ad una questione di soldi. Certo, è necessario che per non essere più colonia di qualcuno ognuno debba riprendersi la PROPRIETÀ di ciò che naturalmente è suo… ma il punto è umano e quindi culturale. Alla società efficientista ed ambienticida, alla competizione fonte di esclusi, all’asservimento del produttore a favore del burocrate, al mondialismo egualizzatore dobbiamo sostituire almeno al sud un sistema al servizio della persona. Le guerre come le dittature delle tecnologie, non ci appartengono e non dobbiamo esservi trascinati da lontani politici nominati da chissà chi e chissà perché.

Il millennio ormai in corso deve rispondere a questo immenso problema culturale ormai divenuto metastasi mortale che il Nord ha creato e che solo la plurimillenaria cultura mediterranea saprà risolvere.

CANIO TRIONE

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