«Non date le cose sante ai cani», il caffè spirituale di mons. Savino

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MARTEDÌ 25 GIUGNO 2024         

MARTEDÌ DELLA XII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

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«Il Signore è la forza del suo popolo,

rifugio di salvezza per il suo consacrato.

Salva il tuo popolo, o Signore,

e benedici la tua eredità,

sii loro pastore e sostegno per sempre» (Cf. Sal 27,8-9)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO


✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,6.12-14).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Parola del Signore.

MEDITAZIONE 

Guigo il Certosino [(1083-1136)
priore della Grande Certosa],
Lettera sulla vita contemplativa, 3, 6-7

Cercate leggendo, bussate pregando ed entrerete contemplando!

La dolcezza della vita beata è ricercata nella lettura, trovata nella meditazione, chiesta nella preghiera e gustata nella contemplazione. Ecco perché il Signore stesso dice: “Cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7). Cercate leggendo, troverete meditando. Bussate pregando, entrerete contemplando. La lettura presenta in qualche modo un cibo solido per la bocca, la meditazione la mastica e la sminuzza, la preghiera ottiene il senso del gusto, la contemplazione è la dolcezza stessa che rallegra e ricrea. La lettura raggiunge l’esterno, la meditazione penetra nell’interno, la preghiera esprime il desiderio, e la contemplazione assapora la dolcezza ottenuta. Lo spirito vede che non può raggiungere da se stesso la dolcezza tanto desiderata della conoscenza e dell’esperienza. Più il cuore diventa profondo, più l’altezza di Dio gli appare lontana. Si umilia allora e si rifugia nella preghiera. (…) 

“Ho meditato a lungo nel mio cuore e un fuoco si è acceso nella meditazione: il desiderio di conoscerti di più. Quando spezzi per me il pane della santa Scrittura, divieni conosciuto a me nella frazione del pane ( cf. 24,30-35). E più ti conosco, più desidero conoscerti, non solo nell’esterno della lettera ma nel sapore dell’esperienza. Non chiedo ciò, Signore, per i miei meriti, ma per la tua misericordia. Confesso, infatti, che sono peccatore e indegno, ma “i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni” (Mt 15,27). Dammi, Signore, i segni dell’eredità futura, una goccia almeno della pioggia celeste per togliermi la sete, poiché brucio d’amore”.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE 

Donaci, o Signore,

di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,

poiché tu non privi mai della tua guida

coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Io sono la luce del mondo, dice il Signore;

chi segue me, avrà la luce della vita». (Gv 8,12)

In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, il Risorto per la nostra salvezza, sia benedetta questa giornata.+ don Francesco

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