Vannacci o Mandela?

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Se decidete di andare da Bari a Milano in auto vi accorgerete che in qualsiasi giorno lo facciate vedrete che dopo un breve periodo di traffico sostenuto fino a Barletta le auto drasticamente si diradano fino a Termoli. Poi il traffico cresce impercettibilmente ma regolarmente…sempre su strade o autostrade a quattro corsie. Da Ancona in poi le corsie divengono sei e fino a Rimini il traffico, pur sostenuto, è scorrevole. Dopo Forlì è frequente che si formino “code a tratti” cioè non dovute ad intralci, lavori in corso o incidenti ma solo all’ eccesso di mezzi. 

Se in una autostrada a sei corsie si formano code per eccesso di veicoli non si può non chiedersi in cosa dovrà materializzarsi il futuro progresso. Non certo in mobilità “libera” e non certo nelle aree già ricche. È quindi in discussione il modello e il livello di consumo e di vita della popolazione ad oggi esclusa dal banchetto.

Uno dei simboli delle recenti elezioni è stato il generale Vannacci .Certamente nel suo celebre libro ha ben espresso il diffusissimo sentimento di contenimento dell’ “ideologia ” gay (o come si potrebbe chiamare..) e quindi molti lo hanno votato. Ma quel libro per la parte economica e politica dà per scontato che il futuro sia un prolungamento del passato. Cioè presuppone, secondo lui, che il consumo di energia crescerà perché i consumi cresceranno e quindi serve nuova e maggiore tecnologia . Quindi non immagina nulla di nuovo nel modello di economia futura e continua a operare nel solco tecnologico del XX secolo come non fosse possibile anche solo immaginare nulla di diverso.

Peraltro questo rifugiarsi nelle soluzioni tecnologiche cos’ è se non la confessione di resa di fronte alla propria stessa ambizione? Non riesci con la cultura e sagacia nei tuoi intenti? ti appelli alle soluzioni tecnologiche che con cervelloni, intelligenze e energie specialissime ma artificiali risolvono tutto!! Una specie di miracolo dei giorni nostri. Tecnologia che ha affascinato intere generazioni di potenti per svariati decenni.

Però quelle code a tratti ci ricordano che vi sono dei limiti molto rigidi a tale idea di sviluppo. Inoltre quando siete arrivati a Milano vi accorgete che pur essendo molto più fresco che non nel resto d’Italia si usano molti più condizionatori e quindi è elevato il rischio blackout. Gli impianti grandi di banche ed uffici e supermercati dove il fruitore del fresco non è lo stesso che va a pagare la bolletta della luce, rimangono accesi perpetuamente e quindi assorbono energia come questa fosse gratuita. Se il fruitore del fresco non è lo stesso individuo che direttamente e quindi consapevolmente paga per il suo consumo ne vorrà sempre dì più…tanto , pensa, non paga luì! Ovviamente così l’energia non basterà mai. Il cliente del supermercato o il dipendente della banca pretenderà il fresco anche perché crede e vuole credere che non lo paga lui.!!!  E quella energia la vogliono dal Sud (senza pagarla) e le multinazionali hanno la forza per ottenere quello che vogliono.!!! Nuova tecnologia (come il nucleare magari installato al Sud) rimanda nel tempo la questione che così si aggrava.

Le questioni energetica come quella della mobilità non si affrontano con nuova tecnologia e nuove autostrade che hanno prodotto questo modello di sviluppo e quindi sono la causa dei problemi che lamentiamo, ma fermando la tecnologia. È difficile pensare una cosa del genere perché siamo stati allevati nel culto della tecnologia così cara alla società del bisogno del XIX secolo e poi culla dell’ efficientismo fascista e nazista…. le multinazionali che recentemente si sono sostituite ai regimi totalitari e autoritari hanno ingigantito a proprio vantaggio tale culto della tecnologia che oggi è divenuta una incontestabile religione tanto da essere l’asse portante di certa idea politica che non immaginando di meglio sì dice progressista. Come anche certa destra “conservatrice “.

È evidente che così si va a sbattere e solo una salvifica guerra vastamente distruttrice può ridare slancio all’ ideale consumistico progressista alimentato da investimenti e grandi opere che cambiano molto per lasciare tutto com’è.

Il generale Vannacci come anche la sua parte politica nel proprio intimo vuole questo? Non lo crediamo ma vogliamo sottolineare che serve ricominciare a immaginare ( se non a sognare come fecero Mandela e Luther King e tanti altri) un altro mondo, certamente fantasioso per molti contemporanei, ma un po’ più Giusto e quindi ineludibile

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