I prossimi appuntamenti di Teatro In Pineta Ostuni – Giardini Animati 2024 Ed. 10ª

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Prosegue la rassegna di Teatro In Pineta nel mese di luglio:
Mercoledì 3 luglio ore 21:00

“Donne, eravamo solo donne” di Dino Cassone
con Tonia Argento, Annarita Santomanco e Dario Lacitignola che ne cura anche la regia; produzione Teatro Folletti e Folli

Due atti unici. due testi toccanti, due storie di violenza e soprusi, fatti di cronaca realmente accadute che hanno segnato la storia divenendo documenti miliari nella giurisprudenza della violenza sulle donne.
Francia 1657. La voce narrante è quella di Marie di Rossan, meglio nota come “la Bella Provenzale”, che dopo aver sposato in seconde nozze per convenienza (essendo lei ricca, lui nobile) il marchese de Ganges, diventa l’oggetto del desiderio dei suoi due cognati. I due prima cercheranno di avvelenarla e poi, dopo molte peripezie, riusciranno brutalmente a ferirla in modo grave, sotto gli occhi impassibili del loro fratello e marito della sventurata Marie, il cui obiettivo è sempre stato quello di impossessarsi dell’eredità. La donna morirà così dopo lunghe e strazianti agonie.

Il testo, ripercorrendo le vicende realmente accadute alla fine del ‘600 nei salotti bene della Francia di Luigi XIV, vuol essere uno spunto per ribadire quello che accade sotto i nostri occhi, ogni giorno: il femminicidio. E una riflessione sul motivo per cui la maggior parte delle violenze avvengano tra le mura domestiche per mano degli uomini di famiglia.
Roma, 11 settembre 1599. La sentenza del Cancelliere è inequivocabile: la giovane Beatrice Cenci, assieme alla matrigna e ai due fratelli, è condannata a morte per aver ucciso il padre Francesco, nonostante quest’ultimo avesse abusato di lei sin da quando era bambina. A nulla serve la confessione durante il processo, Beatrice non è creduta e condannata alla decapitazione. A raccogliere le sue ultime volontà durante la notte, poche ore prima dell’esecuzione, sarà un giovane assistente di un notabile. Sarà a lui che con lucidità, fierezza, e tanta paura, Beatrice racconterà i più sordidi dettagli della sua drammatica vicenda. Il testo, ripercorrendo le vicende realmente accadute alla fine del ‘500 in un’Italia corrotta dal potere della nobiltà grazie anche alla complicità della Chiesa, vuol essere uno spunto per ribadire quello che accade sotto i nostri occhi, ogni giorno: la violenza sulle donne. E sul reale valore della legittima difesa, che allora come oggi, risulta uno strumento debole di difesa.
Il testo è di Dino Cassone giornalista pubblicista e autore di vari romanzi tra i quali “La bugiarda” (2016), “Un gelato buono da morire” (2018) e “Aperitivo fatale” (2021) tutti pubblicati da Les Flaneurs Edizioni.

Venerdì 5 luglio ore 21:00
“CANTO ERRANTE DI UN UOMO FLESSIBILE”
di Tommaso Urselli
regia di Dario Lacitignola
con Antonella Colucci, Giuseppe Nacci e Dario Lacitignola
tecnico luci e suoni Onofrio Fortunato
consulenza Musicale Riccardo Rodio
Registrazioni Nicola Farina
una produzione “ Teatro Folletti e Folli ”
“Al giorno d’oggi bisogna essere duttili, flessibili, diversificati”, così il protagonista di “Canto errante di un uomo flessibile” afferma all’interno di questa opera teatrale divertente ed intensa. Una narrazione per quadri in cui persone, tempi e luoghi del lavoro si rincorrono e si sovrappongono a quelli della vita.
Mimmo Stimolo, un giovane meridionale di belle speranze, arriva a Milano con una scorta di esperienze, ricordi, usi, abitudini, amori… disposto anche a cambiare e a sacrificarsi pur di trovare un lavoro ed una casa. In un susseguirsi di situazioni reali e surreali, ironiche e a tratti sottilmente malinconiche, il personaggio vive all’interno di luoghi altrettanto flessibili. Intorno a lui figure che costituiscono una sorta di mosaico narrativo che si compone e decompone nella storia, vissuta e raccontata sempre in bilico tra profonde riflessioni esistenziali e semplice istinto di sopravvivenza.
Mimmo Stimolo, interpretato da Giuseppe Nacci, offre una visione vivace e sensibile, ricca di molteplici tonalità e sfumature. I personaggi che ruotano intorno a lui, interpretati da Antonella Colucci e Dario Lacitignola, rappresentano “tipi umani”, evidenziando una versatilità che contribuisce a completare un affresco vario e significativo. La regia, curata dallo stesso Dario Lacitignola, presenta una fresca dinamicità attraverso una visione personale di piani narrativi e scenici che si integrano con la vicenda, rispettando comunque il testo originale. La vita di Mimmo, sospesa tra delusioni e sogni, oscilla tra situazioni reali-irreali e momenti di gustosa leggerezza: gli episodi scavano nella vita e nella psicologia del personaggio che agisce e reagisce alle circostanze in modo sempre originale, fino a condurre lo spettatore verso un finale inaspettato.
https://www.youtube.com/watch?v=eAkNiqTHm2Y
Il testo di Tommaso Urselli, autore contemporaneo molto apprezzato, è stato presentato per la prima volta nel 2006 presso il Teatro Litta di Milano e la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi; è tra i vincitori della terza edizione del Premio Fersen per la drammaturgia contemporanea, pubblicato per Editoria&Spettacolo, e segnalato al Premio di drammaturgia
DCQ; attualissimo, conquista per l’ironia che induce a riflettere e dà vita a situazioni dissacranti, nelle quali anche l’apparente banalità della vita quotidiana acquista una particolare forza espressiva.
Tommaso Urselli è nato a Taranto e vive a Milano. Tra gli altri suoi testi teatrali rappresentati e pubblicati: Un vecchio gioco (segnalazione Premio Fersen Piccolo Teatro di Milano), produzione. Scena Nuda, 2016; Boccaperta (pubblicato per La Mongolfiera Ed.), produzione. Teatro Periferico, 2016; Mai nate (La Mongolfiera Ed.), produzione. Teatro Periferico, 2015; Ipazia. La nota più alta (pubblicato per Sedizioni), produzione. PactaDeiTeatri, 2012; Il Tiglio. Foto di famiglia senza madre, (premio Borrello, premio Fersen, pubblicato su n. 727 di Sipario, in volume e in e-book), Festival Castel dei Mondi, 2011; In-equilibrio, Festival Connections Teatro Litta, 2010; Esercizi di distruzione. L’importanza di chiamarsi Erostrato (pubblicato su n. 758 di Sipario e in volume per Ed. Corsare), Teatro Litta, 2009; Voci dalla città (La Mongolfiera Editrice). Sito web: tommasourselli.wordpress.com

Il testo di particolare attualità e valore civile per lo spiccato orientamento alle problematiche del lavoro e alle sue ripercussioni sociali fonde i caratteri del teatro di narrazione con tematiche di riscatto e denuncia.

TEATRO.IT
Un testo divertente, anche se amaro, con escursioni nel genere del cabaret, sulle peripezie di un giovane che cerca di farsi strada in una società di approssimative ambiguità aderendo alla parola d’ordine della “flessibilità”.
Premio Fersen 2006
A seguire, come da consuetudine, il pubblico potrà dopo aver nutrito l’anima, nutrire anche il corpo e dissetare i pensieri, con i poetici piatti conditi da verdure in rima, preparati magistralmente dalla nostra attrice/poeta Renza Luxemburg ed innaffiati da un fresco nettare rosa, tutto a km 0…
Quindi non vi resta che prenotare il vostro posto, per passare insieme una splendida serata di teatro, teatro civile, cultura, buon cibo e buon vino!

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