Robot chirurgici. Amati: “Acquistati senza rispettare le procedure indicate dal Dipartimento e usati pochissimo”

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«Nell’ambito della chirurgia robotica abbiamo 5 robot, tutti acquistati senza rispettare le procedure HTA, in violazione delle stesse prescrizioni del Dipartimento Salute, e 1 (quello di Taranto) scegliendo la macchina più costosa nonostante sul mercato fosse già arrivata quella meno costosa e ugualmente performante. Ma al danno si aggiunge la beffa. I dati di utilizzo dei 6 robot pubblici sono a meno del minimo, anche rispetto ai dati di utilizzo dei 6 privati, per cui al danno si aggiunge la beffa. E ovviamente c’è sempre qualche altro ospedale e qualche altra ASL che chiede di dotarsi del robot: per fare cosa? Per imitare i dati di sottoutilizzo di quelli già acquistati? La prossima settimana torneremo in III Commissione per avere i dati aggiornati».

Lo dichiara il del presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati. 

«Nella chirurgia robotica pugliese, i robot dei privati lavorano molto di più di quelli assegnati alle strutture pubbliche. Come si giustifica questa differenza? È un mistero, se solo si consideri che l’acquisto costosissimo di questa utile tecnologia può avvenire solo dopo aver assodato la possibilità di effettuare il numero ottimale d’interventi e quindi disporre di tutto il necessario, compreso il personale. 

I robot attualmente in esercizio in Puglia, sono 12: 3 al Miulli di Acquaviva; 2 al Policlinico di Bari, 1 alla Mater Dei di Bari; 1 agli Ospedali riuniti di Foggia; 1 alla Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo; 1 al Panico di Tricase; 1 al Bonomo di Andria; 1 al Vito Fazzi di Lecce; 1 al SS Annunziata di Taranto. Lamentando l’assenza dei dati per il 2023 (sperando di averli al più presto) e limitandoci alla lettura dei dati relativi al 2022, comparando inoltre i dati dei 6 robot pubblici con 2 robot del Miulli, viene fuori il seguente scenario.

Miulli: con 2 robot il totale degli interventi è stato di 505, di cui 144 prostatectomie senza complicanze, 79 prostatectomie con complicanze, 115 altri interventi di urologia e 167 altri interventi.
Policlinico di Bari: i dati del 2022 non sono disponibili. Nel 2021 e con 2 robot il totale degli interventi è 316, di cui 125 prostatectomie senza complicanze, 4 prostatectomie con complicanze, 135 altri interventi di urologia e 52 altri interventi. Foggia: con 1 robot il totale degli interventi è stato di 243, di cui 145 prostatectomie senza complicanze, 7 prostatectomie con complicanze, 84 altri interventi di urologia e 7 altri interventi.
Lecce: con 1 robot il totale degli interventi è stato di 196, di cui 53 prostatectomie senza complicanze, 4 prostatectomie con complicanze, 46 altri interventi di urologia e 93 altri interventi.
Andria: con 1 robot il totale degli interventi è stato di 182, di cui 47 prostatectomie senza complicanze, 48 prostatectomie con complicanze, 39 altri interventi di urologia e 48 altri interventi. Taranto: con 1 robot il totale degli interventi è stato di 28, di cui 6 prostatectomie senza complicanze, 17 prostatectomie con complicanze e 5 altri interventi.


Si precisa che i robot di Lecce e Taranto sono entrati in esercizio nel 2022.
Lo scenario descritto, che rispetto alle altre annualità non registra grandi scostamenti, se non al ribasso nel periodo Covid, certifica una quota d’inefficienza del sistema e la necessità di porre rimedio aumentando la produttività al livello ottimale, che per tutti i 6 robot della sanità pubblica dovrebbe significare un numero molto più significativo di interventi e non il misero 0,44 al giorno, ampiamente insufficiente a giustificare l’acquisto del robot, sia con riferimento ai costi ma soprattutto con riferimento all’ampia domanda di salute su cui la robotica è in grado di rispondere con maggiore precisione e minori giorni di degenza».

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