“La cosiddetta norma ‘D’Attis-Battilocchio’ del 2024 ha permesso di avviare nuovi investimenti industriali su tutto il territorio del comune di Brindisi, a prescindere dalla disponibilità delle aree utilizzate dalla centrale Federico II di Cerano. Sono, infatti, alla valutazione del Commissario straordinario di Governo Carnevale e del Coordinatore della Zes unica Romano, alcune decine di proposte di investimento nella zona industriale e in area portuale con la previsione di nuovi posti di lavoro in grado di assorbire eventuali esuberi post carbone e di produrre nuova occupazione.
Il fatto positivo comunicato dai ministri Urso e Pichetto Fratin, ovvero che anche i terreni della centrale Enel potranno essere disponibili per nuovi investimenti, non fa altro che aumentare la capacità attrattiva del sito di Brindisi”. Lo afferma il deputato e segretario regionale pugliese di Forza Italia, Mauro D’Attis, a proposito di quanto emerso nella riunione del Comitato di coordinamento per la riconversione della centrale di Cerano e dell’area industriale di Brindisi, presieduta oggi a Palazzo Piacentini dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dal commissario straordinario per la reindustrializzazione dell’area di Brindisi, prefetto Luigi Carnevale. “Vorrei che questa cosa si chiarisse una volta per tutte – continua – e che si guardasse con maggiore ottimismo ciò che sta accadendo, compreso l’avviato investimento di Eni per la gigafactory.
L’accordo di programma, previsto dalla stessa norma, riguarda anche e soprattutto questo. Sarà completo – sottolinea D’Attis – inserendo le soluzioni sull’utilizzo del sito della centrale Enel e sulla produzione della chimica di base, oggi in crisi per la chiusura del cracking di Versalis e degli altri impianti collegati. Ho chiesto al ministro Urso di considerare nell’accordo di programma in costruzione anche la previsione di nuovi Its Academy e di nuovi corsi di laurea aderenti alle nuove attività industriali previste.
Gli investitori che si sono proposti su Brindisi, con il Governo e il suo Commissario Straordinario, sono in grado di determinare un nuovo sviluppo industriale della città. Perciò – sostiene – occorre essere ottimisti: il percorso è complesso, ma a breve si vedranno i frutti di un lavoro importantissimo per lo sviluppo della città e del territorio. Anche e soprattutto per i lavoratori e per le imprese che – conclude D’Attis – vivono con apprensione questo momento di transizione”.
