Sono 35 le proposte di investimento presentate da altrettante imprese che, all’esito degli approfondimenti tecnici effettuati, sono idonee per la riconversione della centrale di Cerano e dell’area industriale di Brindisi, per un valore potenziale complessivo potenziale superiore a 10 miliardi di euro e oltre 2.000 nuovi posti di lavoro diretti a regime. Di questi progetti, 11 sono già avviati o in avanzata fase di cantierabilità, con investimenti per 589 milioni di euro e 512 nuovi occupati.
È quanto emerso nel corso della riunione del Comitato di coordinamento per la riconversione della centrale di Cerano e dell’area industriale di Brindisi, presieduta oggi a Palazzo Piacentini dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dal commissario straordinario per la reindustrializzazione dell’area di Brindisi, prefetto Luigi Carnevale.
“Dobbiamo accelerare sulla riconversione industriale dell’area di Brindisi, anche a fronte di quanto è accaduto l’altro giorno con la sentenza della Corte d’appello che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, da sempre il motore industriale della Puglia”, ha dichiarato il ministro Urso in apertura dei lavori. “Anche per questo ho sollecitato già nella serata di lunedì il ministro Pichetto Fratin a liberare le aree cantierabili per i nuovi progetti industriali. Ieri sera mi è giunta la sua risposta positiva: condivide che, allo stato, sia prevalente l’interesse alla pronta riconversione dell’area. Noi non molliamo”, ha aggiunto.
