L’Islanda

 Per quale ragione inconcepibile i cittadini dell’Islanda avrebbero dovuto attribuire alla geronto-buro-tecnocrazia europea la capacità di occuparsi dei loro affari meglio di quanto non siano capaci di fare i loro politici? Il Pil dell’Islanda (dato statistico e quindi da prendere con le pinze) è meno della metà di quello della Puglia che è semplicemente sconosciuta a Bruxelles. In una Istituzione ove gli interessi e il “peso” di Germania e Francia ammontano a 226 volte quello dell’Islanda chi si dovrebbe impensierire dei fatti di questa Terra fredda, lontana e montuosa!?!?!? Laddove per esempio lo spopolamento e la denatalità pugliese che è un problema europeo (perché la Puglia ha preso parte alla UE fin dalla sua costituzione) non sfiora minimamente le menti dei geronto-buro-tecnocratici europei!?!?!

 La verità è che un voto favorevole all’adesione all’Europa sarebbe stato un voto favorevole alla ANNESSIONE della Islanda ad un comitato europeo non meglio definito. L’Islanda è troppo piccola per pattuire una qualunque cosa con l’Europa Unita: deve solo accettare le loro determinazioni e cioè essere annessa. Trattamento peraltro già riservato a molti paesi europei, anche grandi, da decenni.

 I referendum di annessione dell’Italia del sud al regno di Sardegna e poi d’Italia di un secolo e mezzo fa certamente non sono stati legittimi ma erano chiari nel dire quello che volevano; oggi abbiamo una votazione che non si chiama annessione e quindi non è chiara affatto nelle sue finalità, ma è legittima per le forme rispettate. L’ordine dei fattori è cambiato ma la sostanza è la stessa.

 Va anche detto che l’Islanda è troppo piccola per poter resistere agli appetiti franco germanici e quindi troveranno un altro modo per ottenere la stessa cosa che il popolo ha negato; per loro i referendum sono delle cose che si fanno più volte fino a che i popoli non dicono quello che vogliono i veri potenti, dopo di che non si fanno più!

 Nessuno lo dice; quindi è molto probabile che le cose stiano proprio così, senza nulla di meno e nulla di più.

 Ma v’è dell’altro che riguarda il prossimo futuro. Quando la gran Bretagna si tirò fuori dalle Istituzioni unitarie urtò non pochi interessi molto forti che immediatamente corsero nel più assoluto silenzio ai ripari. La politica della Gran Bretagna da quel momento infatti si guardò bene dal modificarsi e continuò come fosse ancora in Europa in ossequio agli interessi dominanti; certo, si è aumentata la burocrazia sapendo di dare fastidio proprio a quelli che avevano votato per l’uscita; cioè anziché profittare della ritrovata libertà di azione per fare i propri interessi si è lasciato che l’economia inglese andasse lentamente alla deriva continuando nel solco già imposto dagli eurobrurocrati. Non potevano non saperlo e quindi non potevano non averlo voluto. Una serie di primi ministri “strani” si sono susseguiti senza in nulla toccare i crismi della ortodossia del modo europeo di fare economia; è stato, è, e sarà un disastro economico voluto e previsto dai veri determinanti della economia britannica; e così si torna a parlare di referendum per rientrare in Europa facendo credere che a Bruxelles sappiano fare gli interessi degli inglesi meglio di questi ultimi. Con un immenso aggravante: qualora dovesse vincere il “si” all’adesione, MAI più si porrà la questione di uscirsene nuovamente.

 Quindi la cosa è molto seria: anche l’Islanda come accaduto agli inglesi comincerà a registrare andamenti negativi fino a decidere di tornare a votare sullo stesso tema. Dopo di che la annessione sarà definitiva.

 Perché l’Islanda adesso interessa l’Europa mentre da decenni nessuno se la filava? Nessuno lo sa, ma sembra (le cattive lingue, si sa, non stanno mai zitte) che in tempi di intelligenza artificiale le mega imprese della tecnologia abbiano bisogno del freddo e della energia e dell’acqua per far andare le macchine; così qualcuno ha messo gli occhi sulla Groenlandia mentre questi europei si arrangeranno con l’Islanda. Terre disabitate con pochissimi indigeni che possono essere manovrati facilmente; almeno così credono. Acqua, freddo, energia naturale a volontà …tutto gratis! una pacchia! 

Certo è che se questo è vero, una lobby internazionale avrebbe deciso e indirettamente suggerito ai politici locali di aderire alla UE!!! adesso che c’è il “no” referendario si dice da parte dei giornaloni e dei media di tutto il mondo che la lobby del pesce islandese ha brigato per influenzare il voto laddove se questa influenza non ci fosse stata il voto sarebbe stato entusiasticamente favorevole……come se la lobby del pesce (ammesso che esista) islandese non fosse sostenitrice del più genuino interesse islandese. 

Ma questa ormai consueta manipolazione, pur disgustosa, è nulla. C’è di molto peggio che alcuni analisti ipotizzano ma noi ci fermiamo qui: i complottisti alle volte azzeccano ma ce ne occuperemo un’altra volta. 

CANIO TRIONE