Due edifici storici abbattuti, un tratto significativo della memoria urbana cancellato e il timore che altri immobili possano fare la stessa fine. Italia Nostra APS – sezione Messapia lancia un duro appello alle istituzioni di Francavilla Fontana dopo la demolizione di due organismi architettonici lungo via Michele Imperiali, al civico 49.
A firmare il documento è Ilaria Pecoraro, presidente della sezione territoriale Messapia e di Italia Nostra Puglia, che chiede al Comune, alla Soprintendenza e alla cittadinanza di fermare quella che definisce una perdita irreversibile di patrimonio culturale.
Due edifici cancellati in via Imperiali
Secondo Italia Nostra, i due immobili rappresentavano testimonianze rilevanti dell’architettura di Età Moderna a Francavilla Fontana.
Il primo edificio viene descritto come una costruzione di chiara fattura settecentesca, apparentemente semplice in facciata ma un tempo arricchita da modanature e grandi volute simmetriche.
Il secondo era invece un progetto del 1859 di Luigi Fumagalli, architetto che nel 1888 si occupò anche dell’inchiancamento della stessa strada e autore del palazzo conosciuto come Casamento dei germani Milone.
“Di quei palazzi oggi resta solo un cumulo di macerie”, denuncia l’associazione, richiamando il valore storico, estetico e culturale degli edifici.
Il nodo dei vincoli e del Pug
Italia Nostra riconosce che i due immobili potrebbero non essere stati sottoposti a vincolo architettonico diretto ai sensi del Testo unico 42/2004, ma sottolinea come facessero comunque parte del patrimonio storico della città.
L’associazione richiama inoltre il Piano urbanistico generale, approvato il 12 dicembre 2025 ed entrato in vigore dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia del 15 gennaio 2026, evidenziando come per altri edifici palazziati della stessa area sia prevista la “pura e totale conservazione”.
Via Michele Imperiali viene descritta come uno degli assi più eleganti della città storica, caratterizzato da palazzi borghesi, portali, scale monumentali, atri interni e sistemi voltati.
“Abbattere il vecchio è più semplice, ma è una scelta irreversibile”
Nel documento viene contestata l’idea secondo cui la demolizione sarebbe giustificabile con la necessità di sostenere l’economia edilizia locale. “Certamente è molto più semplice e veloce abbattere il ‘vecchio’, radere tutto al suolo e, sulle macerie delle colmate, riedificare il ‘nuovo’. Ma non si getta alle ortiche un diamante di famiglia”.
Italia Nostra sottolinea invece la possibilità di recuperare gli immobili storici attraverso restauri conservativi, anche mediante strumenti di finanziamento pubblico, contributi a fondo perduto e misure legate a programmi regionali, PNRR e gruppi di azione locale.
Secondo l’associazione, edifici di questo tipo potrebbero essere trasformati in dimore storiche, residenze private o strutture ricettive di pregio, seguendo modelli già adottati per masserie, trulli e casali.
Le domande al Comune e alla Soprintendenza
L’appello pone una serie di interrogativi sulla procedura seguita per l’abbattimento del Casamento Milone. “Perché il Casato Milone è stato integralmente abbattuto? Perché non si è sentita l’esigenza di restaurare il palazzo nobiliare per conservare la bellezza recuperata? Gli enti ministeriali del MIC, preposti alla tutela, sono stati informati dall’ufficio tecnico comunale di questa scelta tecnico-urbanistica?”.
Italia Nostra chiede inoltre quale sia stata la reazione della cittadinanza e se amministratori e tecnici abbiano valutato fino in fondo il valore storico degli edifici prima della demolizione.
Nasce un presidio permanente
L’associazione annuncia anche la costituzione di un presidio permanente di Italia Nostra Messapia a Francavilla Fontana, con l’obiettivo di difendere il patrimonio architettonico ancora esistente. “Vuole prendere posizione; vuole difendere la propria storia, la propria civiltà, le proprie bellezze. Vuole opporsi a tanta ignorante azione distruttiva”.
Nel documento viene richiamato anche il principio secondo cui la proprietà privata di un bene non annulla il valore collettivo che l’edificio può assumere all’interno di una città storica.
“Stop incondizionato alle demolizioni”
Italia Nostra teme che altri edifici possano essere destinati allo stesso trattamento e chiede quindi un arresto immediato delle demolizioni. “Non distruggete la vostra storia. Non abbattete edifici storici seppur non vincolati. Non polverizzate i gioielli di famiglia”.
L’associazione richiama infine l’articolo 9 della Costituzione e il dovere di conservazione del patrimonio culturale, ribadendo un concetto centrale: mentre un’aggiunta in un intervento di restauro può essere reversibile, la demolizione produce una perdita definitiva. “L’antico Casamento dei germani Milone è oggi abbattuto e ridotto a un cumulo di macerie. Italia Nostra esorta affinché questo non accada mai più”.
