Sono in via di guarigione i bambini che frequentano l’asilo nido di via Sant’Angelo a Brindisi ricoverati nei giorni scorsi nel reparto di Pediatria dell’ospedale ‘Perrino’ perché, come rilevato dalle analisi del laboratorio di patologia clinica, hanno contratto la salmonellosi. Sugli otto casi, sono state riscontrate sei positività mentre altri due sono sospetti. Si tratta di bambini tra i sei mesi e i tre anni. Le loro condizioni non sono gravi, tanto che per alcuni oggi erano previste le dimissioni. Anche un 15enne è stato ricoverato per salmonellosi ma il suo caso non ha nessuna correlazione con il centro cottura dell’asilo nido. Dal sopralluogo preliminare effettuato nella struttura di preparazione dei pasti, gestito da una cooperativa, non sono state rilevate irregolarità dal punto di vista procedurale, nelle condizioni di igiene e nel trattamento delle diverse filiere alimentari. Oggi però ci sono stati ulteriori approfondimenti di cui si conosceranno a breve gli esiti. Nel frattempo l’attività del centro cottura è stata sospesa. La cooperativa sta provvedendo, nel frattempo, con un catering esterno che fornisce pasti confezionati e sigillati in modo da evitare contaminazioni durante i processi di preparazione. Anche una scuola materna vicina si approvvigiona, per la mensa, dallo stesso centro cottura ma al momento non sono stati rilevati casi di salmonellosi.
Dalle indiscrezioni delle prime ore si è sospettato del pollo che faceva parte del menu previsto nell’asilo nido nei giorni presi in considerazione per le ricerche ma non è scontato. Le ulteriori analisi potrebbero riservare sorprese. Proprio di recente nel barese si è verificata una presunta intossicazione alimentare al termine di un convegno internazionale tenutosi in una grande struttura ricettiva al quale hanno partecipato 300 persone, sei delle quali sono state ricoverate dopo aver avvertito pesanti disturbi gastrointestinali come diarrea, nausea, vomito, febbre e dolori addominali. Anche in quel caso si sospetta che possa essersi trattato di salmonellosi ma sono in corso le analisi della Asl Bari per stabilirne la causa.
Sugli accorgimenti da adottare per evitare la contaminazione, in generale, non solo nei centri cottura delle scuole e degli asili nido, “occorre – spiega all’Adnkronos il direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi, Stefano Termite – garantire innanzi tutto giusti tempi e giuste temperature di ‘processazione’ delle matrici alimentari, sia che si tratti di una grande sala ricevimento sia laddove ci siano bambini piccoli, anzi con maggiore attenzione. Bisogna stare molto attenti a utilizzare le temperature e i tempi adeguati nella somministrazione a seguito del trattamento termico e refrigerante, in modo tale che non ci sia possibilità alcuna di sviluppo di micro organismi che possano nuocere alla salute dei consumatori, soprattutto così piccoli”. L’altro accorgimento riguarda “le contaminazioni incrociate con altri alimenti. Nei processi produttivi bisogna evitare che un alimento cotto venga a contatto con uno crudo. La distribuzione – sottolinea – deve avvenire in piatti e contenitori diversi per evitare il passaggio dei micro organismi, soprattutto se gli alimenti cotti presentano un substrato di proteine e zuccheri e altro che facilitano la loro moltiplicazione “. E poi occorre scegliere “alimenti appropriati all’età dei piccoli. Alcuni piatti che prevedono determinati processi di preparazione non vanno somministrati ai bambini”. Nonostante il rispetto formale delle regole della sicurezza alimentare, “soprattutto in considerazione delle temperature elevate di quest’ultimo periodo – rileva Termite – può capitare qualche piccola inavvertenza che può compromettere la sicurezza dell’alimento che ha effetti rilevanti per la salute dei consumatori”.
