La protesta degli autotrasportatori si allarga anche a Brindisi, dove diversi camionisti hanno deciso di fermare i propri mezzi per denunciare l’aumento dei costi del carburante e le difficoltà economiche che stanno mettendo in ginocchio il settore. Una mobilitazione che sta provocando anche disagi alla circolazione stradale, con tir in sosta e rallentamenti lungo alcune delle principali arterie del territorio.
Una quindicina di mezzi pesanti si è fermata dalla serata precedente all’interno di una stazione di servizio lungo la statale Brindisi-Lecce, mentre altri camion si sono messi in coda sulla tangenziale che conduce alla strada statale 613, in direzione nord. L’obiettivo dei manifestanti è collegarsi alle altre iniziative di protesta organizzate in Puglia e nel resto d’Italia.
“Mille euro in più ogni quattro giorni, non guadagniamo nulla”
Alla base della mobilitazione c’è soprattutto il peso dei rincari del gasolio sui bilanci delle imprese di autotrasporto. Secondo quanto riferito dai camionisti, le spese per il rifornimento sarebbero aumentate in maniera tale da assorbire completamente i margini di guadagno. “La situazione è drammatica. Siamo esasperati. Puntiamo ad unirci alle altre manifestazioni che ci sono in Puglia e nel resto dell’Italia”.
I manifestanti descrivono una situazione economica sempre più difficile da sostenere, fornendo un esempio concreto degli aumenti denunciati. “Abbiamo rincari di circa 1000 euro ogni quattro giorni, in quanto prima con dieci quintali spendevamo circa 1500 euro di gasolio, oggi ne spendiamo 2500. Il guadagno nostro è inesistente”.
Numeri che, secondo gli autotrasportatori, rendono particolarmente complicato continuare a lavorare, soprattutto per le imprese più piccole e per chi opera con mezzi propri.
Nel mirino anche concorrenza sleale e controlli
Le rivendicazioni non riguardano soltanto il carburante. I camionisti denunciano anche condizioni di concorrenza considerate penalizzanti e chiedono che le verifiche sul rispetto delle regole coinvolgano tutti gli operatori della filiera.
In particolare, i manifestanti contestano che gli obblighi e le responsabilità in materia di sicurezza ricadano prevalentemente sui trasportatori. “Ogni giorno dobbiamo combattere contro una concorrenza sleale. C’è stato un incontro a Roma e ci è stato chiesto di aumentare il livello di sicurezza. Ma solo sui trasportatori? Perché non controllate all’interno delle aziende? La legge è uguale per tutti o solo per noi che stiamo in mezzo ad una strada?”. La richiesta è quella di garantire regole uniformi e controlli lungo l’intera filiera, evitando che gli autotrasportatori debbano sostenere da soli i maggiori costi e gli adempimenti richiesti.
“Non sappiamo quale futuro dare alle nostre famiglie”
Dietro la protesta, sottolineano i camionisti, c’è anche la preoccupazione per la sopravvivenza di attività tramandate da generazioni. “Non sappiamo che futuro dare alle nostre famiglie. Siamo figli di autotrasportatori da generazioni”.
La mobilitazione brindisina punta ora a coordinarsi con le altre proteste in corso, mentre sulla viabilità della zona continuano a pesare le conseguenze della presenza dei mezzi pesanti lungo la tangenziale e nei pressi della statale Brindisi-Lecce.
