Ventuno pazienti affetti da sclerosi sistemica attendono una soluzione per riprendere regolarmente le terapie con Iloprost, sospese dal 2 ottobre presso il Presidio Territoriale di Assistenza di Fasano. Una possibile risposta potrebbe arrivare dall’ospedale di Ostuni, individuato come struttura nella quale garantire la somministrazione del farmaco in condizioni di sicurezza.
È quanto emerso dall’incontro tenutosi martedì 13 ottobre nella sede della Regione Puglia tra Tommaso Gioia, consigliere regionale del gruppo Prossima, e Stefano Rossi, direttore generale dell’Asl Brindisi. Al centro del confronto, la necessità di superare una situazione che sta creando preoccupazione tra i pazienti e le loro famiglie, individuando una soluzione stabile che consenta la continuità delle cure senza ulteriori interruzioni.
Terapie interrotte dal 2 ottobre, i disagi per i pazienti
La vicenda è iniziata con la decisione dell’Asl Brindisi di sospendere, a partire dal 2 ottobre, la somministrazione di Iloprost presso il PTA di Fasano.
Il farmaco viene utilizzato nel trattamento di alcune manifestazioni vascolari della sclerosi sistemica, una malattia autoimmune cronica che può interessare la circolazione sanguigna, la pelle e diversi organi. Dopo la sospensione, l’azienda sanitaria aveva individuato una soluzione temporanea nel trasferimento delle somministrazioni presso il reparto di Medicina Interna dell’ospedale Perrino di Brindisi.
Una possibilità che, secondo Gioia, non avrebbe però risolto adeguatamente le difficoltà organizzative e assistenziali, comportando potenziali disagi per i pazienti costretti a spostarsi da Fasano. Da qui la richiesta di individuare un percorso alternativo, capace di coniugare sicurezza clinica e accessibilità del servizio.
Ostuni, possibile trasferimento delle infusioni in ambiente protetto
La novità emersa durante il confronto riguarda la possibilità di utilizzare l’ospedale di Ostuni per effettuare le terapie infusionali. La struttura viene considerata una possibile sede adeguata per garantire le somministrazioni in un ambiente protetto, superando le criticità che avevano determinato l’interruzione del servizio a Fasano.
L’ipotesi dovrà essere tradotta in decisioni organizzative da parte dell’Asl Brindisi, ma rappresenta, secondo il consigliere regionale, un primo risultato concreto dell’interlocuzione istituzionale. “L’obiettivo deve essere quello di assicurare ai pazienti una soluzione stabile e soprattutto sicura. Non possiamo limitarci a interventi provvisori che rendano ancora più difficile l’accesso alle cure. Per questo intendiamo lavorare anche in Commissione Sanità affinché le terapie possano essere effettuate nei presidi territoriali che dispongono di ambulatori e attrezzature adeguate”.
Gioia: “Bisogna intervenire subito, i pazienti non possono aspettare”
Il consigliere regionale ha sollecitato il direttore generale Stefano Rossi ad accelerare le procedure necessarie per ripristinare il servizio. La preoccupazione riguarda le conseguenze di un’interruzione prolungata delle cure, in particolare per persone affette da una patologia cronica che richiede un’assistenza specialistica continuativa. “Ho chiesto alla direzione dell’Asl di procedere senza ulteriori ritardi, perché i ventuno pazienti coinvolti stanno già affrontando un’interruzione delle terapie che può avere conseguenze importanti per la loro salute. È necessario individuare rapidamente una sede idonea e garantire la ripresa delle somministrazioni, evitando che questa situazione si prolunghi”. Gioia ha definito positivo il confronto con il direttore generale, manifestando fiducia nella possibilità di arrivare a una soluzione in tempi brevi.
Reumatologia, chiesta la copertura di tutte le ore previste
Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione della disponibilità degli specialisti. Il consigliere ha chiesto all’Asl Brindisi di garantire la piena copertura del monte ore previsto per la Reumatologia, attraverso l’assegnazione delle ore settimanali agli specialisti aventi diritto. Un intervento ritenuto necessario per rafforzare l’assistenza ai pazienti con patologie reumatologiche e migliorare la continuità delle prestazioni sul territorio. “Accanto alla ripresa delle infusioni ho sollecitato anche il completamento delle ore di assistenza reumatologica previste. È un aspetto essenziale per assicurare un servizio adeguato e dare maggiore stabilità ai percorsi di cura. Il confronto con il direttore Rossi è stato costruttivo e auspico che possa tradursi rapidamente in provvedimenti concreti”.
La possibilità di trasferire le somministrazioni all’ospedale di Ostuni resta dunque al centro delle verifiche organizzative dell’Asl, mentre i 21 pazienti interessati attendono la definizione delle modalità e dei tempi per la ripresa delle terapie.
