Città del Bio” Puglia pronta a supportare gli Agricoltori creando Distretti Agroalimentari”

Città del Bio” Puglia pronta a supportare gli Agricoltori creando Distretti Agroalimentari”: così afferma il Coordinatore Regionale Puglia, Paolo Ciro D’Apolito.

L’associazione Città del Bio è una associazione che raccoglie adesioni di Enti locali: Regioni, Province, Comuni, Parchi, Gal.

Negli ultimi anni ha cominciato a promuovere Distretti Agroalimentari in Puglia tramite il suo Coordinatore regionale Paolo Ciro D’Apolito.

Il contesto storico ci porta a osservare con intelligenza il fenomeno dei Biodistretti Agroalimentari e le dinamiche interessanti che ne conseguono.

Analizzando i dati ISTAT, Ismea,  SINAB, FederBio e le performance dei distretti biologici esistenti, possiamo leggere alcune percentuali di sviluppo e impatto reale.

Il Comune/Città.

Un Comune che promuove un Biodistretto, come ente pubblico, ottiene vantaggi economici e gestionali sul bilancio e sull’efficienza amministrativa; crea filiere corte istituzionali; accesso ai Fondi Nazionali (esempio Fondo per le mense scolastiche biologiche); incremento dell’Imposta di Soggiorno (se il Biodistretto attira più turisti, il Comune vede aumentare le entrate dirette dell’imposta di soggiorno, che possono essere reinvestite in servizi al cittadino); il Biodistretto funge da acceleratore di efficienza: trasforma l’agricoltura locale da semplice attività produttiva a partner strategico per la gestione del territorio e dei servizi pubblici.

Network.

Il Biodistretto si integra molto bene in creazione di Partnership e azioni complementari di sviluppo come Food Policy e pianificazione di una Green Smart City.

Economia e Agricoltura.

All’interno di un biodistretto  riusciamo a quantificare la crescita in redditività e marginalità con cifre entusiasmanti:  +22% / +35% di Redditività;

+5% / +7% di Crescita del Mercato Annuo, dimostrando una forte resilienza anche rispetto all’inflazione; aumento del Valore Fondiario;

Occupazione Locale: +10% / +30% nel comparto;

Turismo e Agriturismo: +15% / +20% di presenze;

 ricambio generazionale: i biodistretti attraggono un’imprenditoria più giovane e istruita, under 35.

Altri benefici per l’Agricoltura: il modello del biodistretto sposta il focus sulla qualità, trattenendo la ricchezza sul territorio; crescita del turismo lento ed esperienziale: i territori certificati “bio” diventano meta di ecoturismo, cicloturismo e turismo enogastronomico; destagionalizzazione: si distribuisce su gran parte dell’anno, garantendo flussi costanti; rilancio dei borghi:  i biodistretti sono lo strumento ideale per combattere lo spopolamento delle aree interne e rurali.  

Capiamo che il tutto conduce a  maggiore stabilità e radicamento territoriale.

Filiera e marchio.

All’interno della filiera costruita si notano due fenomeni interessanti:

1) Contemporaneamente si assemblano la realizzazione della Integrazione Verticale (collaborazione di tutti i settori, dal produttore al consumatore) con l’Integrazione Orizzontale (collaborazione di parti dello stesso settore).

2) Si sovrappongono la Certificazione di Prodotto (che avviene su un prodotto specifico) e Certificazione di Sistema (è il Biodistretto stesso che garantisce il sistema e sul prodotto con un suo proprio marchio).

Finalmente, i Biodistretti legati al territorio potrebbero realizzare gli obiettivi del Codex Alimentarius Commission, nata nel 1963 dal OMS e FAO per: tutelare la salute dei consumatori e garantire concorrenza leale.

“ In questo contesto storico con costi di produzione elevati, “Città del Bio” Puglia è pronta a supportare gli Agricoltori creando Distretti Agroalimentari”: così afferma il Coordinatore Regionale Puglia, Paolo Ciro D’Apolito.