Prima un messaggio vocale minatorio per un debito non pagato, poi il litigio sotto casa del presunto assassino. Infine i due colpi di pistola e l’uccisione di Antonio Nisi, giardiniere 34enne trovato senza vista ad Ostuni la sera del 16 dicembre scorso.
La svolta è arrivata grazie alle dichiarazioni della sua compagna. È stata la donna a trovare il corpo dell’uomo senza vita per strada, lo cercava disperatamente perché non rispondeva al telefono. Ed è stata lei a fornire ai Carabinieri e al Pubblico Ministero della Procura di Brindisi tutte le informazioni necessarie per arrivare a Gabriele Sorada, 28 anni, di Ostuni. L’uomo ora è in carcere accusato di omicidio volontario. La sera dell’omicidio avrebbe mandato un messaggio telefonico minatorio alla compagna della vittima per chiedere la restituzione di un presunto debito. Antonio Nisi, dopo averlo ascoltato, è sceso per strada per raggiungere Sorada davanti casa. I due avrebbero litigato ma la situazione sarebbe degenerata fino a quando Sorada avrebbe esploso due colpi di pistola contro Nisi. “Volevo solo spaventarlo” avrebbe detto ai carabinieri.
Il corpo di Antonio Nisi però sarebbe stato trovato in un vicolo lontano dall’ingresso della casa di Sorada. Potrebbe quindi essere stato spostato. Non si esclude la presenza di un complice che abbia potuto aiutare l’indagato.
Il pubblico ministero nelle prossime ore conferirà l’incarico per l’autopsia. Dall’ispezione compiuta dal medico legale incaricato dalla Procura, Domenico Urso, è emerso che il cadavere presentava una ferita d’arma da fuoco all’altezza dell’ascella destra. Nelle prossime ore è atteso anche l’interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip. Gabriele Sorada è difeso dall’avvocato Vito Cellie.
