«Adesso abbiamo finalmente una fotografia puntuale, struttura per struttura, dello stato di attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità. È da questi dati che dobbiamo partire: verificare i ritardi, accelerare dove è possibile e soprattutto assicurarci che agli edifici corrispondano personale e servizi reali per i cittadini».
Lo dichiara Felice Spaccavento, presidente della III Commissione Sanità del Consiglio regionale, dopo l’acquisizione del report regionale sullo stato di attuazione della Missione 6 Salute del PNRR al 30 settembre.
Il quadro registra 85 Case della Comunità già a target, su un target rimodulato di 92, con altre 48 attivazioni previste entro dicembre e 27 interventi differiti al 2027. Per gli Ospedali di Comunità, invece, sono 8 le strutture a target, altre 21 sono previste entro la fine dell’anno e 14 che saranno completate nel 2027.
«Sugli Ospedali di Comunità emerge però con particolare evidenza il problema del personale: otto strutture hanno già lavori e allestimenti ultimati ma non possono essere attivate perché mancano le professionalità necessarie, sei nell’ASL Foggia e due nell’ASL Taranto. Questo dimostra che il PNRR non può fermarsi ai muri».
«Qui il Governo nazionale deve fare la propria parte. Le Regioni chiedono da tempo un rafforzamento strutturale del Fondo sanitario nazionale e il superamento dei vincoli alla spesa per il personale. Non possiamo finanziare nuove strutture senza mettere i sistemi regionali nelle condizioni di assumere chi dovrà farle vivere». La Conferenza delle Regioni ha formalmente chiesto al Governo più risorse per il FSN e la revisione dei limiti alla spesa per il personale, indicando proprio il post-PNRR delle Case e degli Ospedali di Comunità tra i problemi da finanziare stabilmente.
La Commissione proseguirà adesso il lavoro analizzando i dati due ASL per volta, così da verificare cantieri, criticità e tempi di attivazione.
«La Commissione deve essere il luogo del controllo e del confronto serio. Nessuno la usi per speculazioni politiche: in una fase così delicata non servono a nessuno. Se ci sono ritardi vanno individuati e corretti, se ci sono responsabilità vanno chiarite. Ma l’obiettivo comune deve restare uno: costruire una rete territoriale che funzioni davvero e che dia risposte ai cittadini».
