Coldiretti Puglia, ‘con lo sciopero dei tir il cibo resta a terra’

“Effetto domino sul settore agroalimentare in Puglia per la mobilitazione degli autotrasportatori causata dal caro carburanti che mette a rischio la spesa dei pugliesi, con i prodotti deperibili come ortofrutta, funghi e fiori che restano ‘a terra’ per le difficoltà nelle consegne e lo stop delle piattaforme della grande distribuzione organizzata, ferme a causa del blocco delle consegne”.

Lo denuncia Coldiretti Puglia.

“Le celle delle aziende agricole sono colme di ortaggi, frutti e funghi che non riescono a raggiungere le piattaforme logistiche italiane di distribuzione – dice Coldiretti Puglia – con alcuni tir già carichi di prodotti deperibili fermi sulle strade, mentre il protrarsi della mobilitazione aumenta il rischio che il cibo vada irrimediabilmente buttato”.
    “Senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante – prosegue – gli autoarticolati rischiano di non camminare più, con il conseguente stop delle consegne dei prodotti agroalimentari”. “Per arare un campo di 11 ettari (la dimensione media di un’azienda agricola) un agricoltore spende oggi circa 600 euro in più rispetto al febbraio scorso. Una vera e propria stangata per le imprese – continua Coldiretti Puglia – che cade in un periodo delicato per il settore. Il gasolio serve per alimentare i trattori e gli altri macchinari agricoli necessari per le attività di lavorazione dei terreni e di raccolta di olive, verdura e cereali, oltre a far funzionare gli impianti. A subire gli effetti dei rincari è l’intera filiera agroalimentare, dai campi all’industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione”.