Il Consiglio regionale pugliese ha approvato a maggioranza, con 29 voti favorevoli, la legge sugli ‘Affitti brevi’, che riguarda 39 comuni ad alta densità turistica ed i capoluoghi di provincia della Puglia.
La norma così consente ai Comuni di individuare delle aree dove introdurre criteri e limiti per l’avvio di nuove attività legate alle locazioni turistiche tenendo conto della popolazione residente, della disponibilità di abitazioni e delle caratteristiche del territorio.
Il provvedimento uniforma inoltre le procedure amministrative, prevedendo la Scia per le attività imprenditoriali e la comunicazione di inizio attività (Cia) per quelle non imprenditoriali. La legge approvata prevede una disciplina transitoria per le attività già esistenti. Oltre due ore di dibattitto in Aula sul tema. Per il capogruppo del Pd, Stefano Minerva, “il turismo è stato uno straordinario motore di crescita per la Puglia ma il compito della politica è governare lo sviluppo tenendo insieme le opportunità economiche e i diritti delle persone. Con questa legge non imponiamo divieti ma diamo ai Comuni gli strumenti per pianificare e tutelare la residenzialità e preservare l’identità dei nostri territori”. La consigliera, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Maria La Ghezza, evidenzia che “la legge approvata oggi offriamo ai Comuni interessati da significativi flussi turistici l’opportunità di governare queste trasformazioni, tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze dei propri territori”.
Critiche da parte dell’opposizione. Per il gruppo di Fratelli d’Italia, “calpesta i princìpi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, a partire dalla tutela della proprietà privata e della libertà di iniziativa economica garantite dagli articoli 3 e 41 della nostra Carta”. Per il consigliere di Forza Italia Marcello Lanotte, “questa è una legge di ispirazione sovietica: con il pretesto di affrontare l’emergenza abitativa si punisce la proprietà privata”.
